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MoFuse (Mobile Fusion)

MoFuseGrazie ai potenti mezzi di cui dispongo in qualità di maggior esperto italiano del web 2.0 (in pratica non ho fatto altro che inserire il mio indirizzo email nell’apposito spazio sul sito ed attendere pazientemente qualche giorno), sono riuscito ad ottenere un invito su MoFuse (Mobile Fusion), applicazione online che permette di creare in modo facile, veloce e totalmente gratuito la versione mobile dei nostri contenuti in rete. Qualche tempo fa avevo segnalato un plugin per WordPress in grado di rilevare automaticamente se chi si trova sul nostro blog stia utilizzando un dispositivo mobile, mostrandogli in tal caso una versione testuale e più leggibile del sito. E chi non ha la fortuna di utilizzare WordPress? MoFuse è la soluzione ideale per chiunque voglia rendere accessibili e leggibili i propri contenuti sui telefonini di ultima generazione, indipendentemente dal tipo di piattaforma utilizzato e dal fatto di avere o meno un dominio proprio: l’unica condizione necessaria al suo utilizzo è la presenza di un feed RSS. Creare la versione mobile del nostro sito è di una facilità disarmante: è sufficiente inserire un titolo, un identificativo che verrà utilizzato per generare l’URL, il titolo ed il feed RSS del sito originale ed il titolo ed il contenuto di eventuali pagine aggiuntive da creare (ad esempio “About”, “Contatti”, ecc.).

MoFuseEt voilà: il nostro sito mobile, pienamente conforme agli standard definiti per la visualizzazione, la leggibilità, la pesantezza, i tempi di caricamento ed i costi di connessione, è già online con un indirizzo del tipo http://identificativo.mofuse.mobi/. A questo punto è possibile personalizzare la nostra creazione modificando i colori, utilizzando una testata grafica, abilitando il contatore delle visite, aggiungendo altre pagine o altri feed RSS e cambiando il loro ordine di visualizzazione. Nel caso in cui si volesse anche tirar su qualche centesimo, MoFuse vi offre la metà dei ricavi pubblicitari permettendovi di inserire il vostro ID di Google AdSense e mostrando per il 50% del tempo le sue inserzioni e per il 50% le vostre. MoFuse mette infine a disposizione il codice PHP da inserire nel template al fine di reindirizzare automaticamente i visitatori che arrivano sul nostro blog utilizzando un dispositivo mobile. Concludendo, benché gli smartphone di ultima generazione ed i palmari siano tranquillamente in grado di visualizzare le versioni complete dei siti, ritengo che MoFuse sia geniale per la sua semplicità di utilizzo ed indispensabile per rendere accessibili i propri contenuti sui dispositivi mobili in maniera veloce ed a costi di connessione estremamente ridotti. Tra l’altro, la possibilità di inserire fino a 10 feed RSS consente di creare un sito unico che aggreghi tutti i blog ed i contenuti che fanno capo ad una stessa persona: se vi va, date un’occhiata al mio sito mobile Maxime 2.0, creato in 3 minuti grazie a questo fantastico servizio.

Euro contro dollaro

dollaroQuesta mattina un euro vale circa 1,42 dollari e la sua corsa non sembra volersi arrestare. Evitando ogni considerazione in merito a tutti quei beni che a monte vengono pagati in dollari ed il cui prezzo finale dovrebbe teoricamente essere per noi molto più conveniente proprio grazie ad un cambio così favorevole, mi piacerebbe raccogliere all’interno di questo post ogni suggerimento e consiglio da parte vostra che permetta a noi italiani (ed europei in generale) di poter approfittare di questa situazione. Per esempio, vi eravate mai chiesti perché i vostri amici e parenti che si sono sposati negli ultimi mesi, fossero andati tutti in viaggio di nozze negli Stati Uniti d’America?

Eppure questa situazione non è positiva per tutti. Chi campa grazie alla pubblicità sul proprio sito web, immagino non sia troppo contento: infatti vendere spazi pubblicitari servendosi di strumenti quali ad esempio Google AdSense e Text Link Ads (che pagano in dollari) oggi rende davvero poco (un’ottima alternativa che paga in euro e che mi permetto di consigliarvi è LinkLift, già sponsor del PubCamp). Al contrario comprare spazi pubblicitari è diventato insospettabilmente conveniente. C’è poi da aggiungere che in questo particolare momento storico a molti utenti ed affezionati Apple rode enormemente il culo notando che i prezzi italiani vengono ottenuti semplicemente sostituendo il simbolo al simbolo $: ad esempio un iPod Touch da 16gb negli States costa, tasse escluse, 399 dollari (che col cambio odierno diventano 280 euro), mentre in Italia costa 399 euro (inclusa IVA al 20%)! Al riguardo segnalo un thread del forum di macitynet.it che spiega come aggirare alcuni ostacoli e risparmiare qualcosa, anche se sinceramente l’operazione non appare troppo semplice e sicura. Dunque come consigliate di approfittare del cambio favorevole? Inizio io: comprando software e servizi online pagabili in dollari e che non richiedano spedizioni (le quali potrebbero essere soggette a tasse doganali annullando l’iniziale risparmio). Attivare la versione PRO di Flickr, tanto per fare un esempio, al cambio odierno costerebbe solo 17,57 euro per un anno.

L’ombrellone te lo ficco nel culo

Sardegna 2007 - Cala CorsaraMi perdoni Simone Cristicchi per la citazione gratuita al suo vecchio brano “Fabbricante di canzoni”, ma volevo che fosse subito chiaro a tutti che questo post potrebbe risultare scurrile e boccaccesco, quindi chi è solito scandalizzarsi per qualche termine esplicito è cordialmente pregato di non proseguire la lettura oltre questa introduzione. Brutta testa di cazzo, credi che io non ti veda? Sei ancora lì che leggi! Ma veniamo a noi. Dopo tre settimane di assoluto relax tra Costa Smeralda e riviera adriatica passati all’insegna dei dubbi esistenziali (“quanto tempo occorre per svuotare il mare con una bottiglia da un litro?” e ancora “meglio il porceddu o la porchetta? meglio gli acciuleddi o la cicerchiata?” ed infine “ma la merda si espande a contatto con l’aria, oppure il buco del culo si allarga davvero così tanto per espellere gli stronzi?“), mi sono ritrovato in mezzo a Valentino Rossi che non avrebbe pagato le tasse, a Robin Good bannato temporaneamente da Google AdSense (ricordo che a suo tempo io fui liquidato senza spiegazioni nè diritto di replica), alle gemelle Cappa che hanno tragicamente lanciato il meme più caldo dell’estate (immagino la bava alla bocca di Bruno Vespa ed Enrico Mentana, felici di aver già riempito i palinsesti autunnali dei loro cosiddetti approfondimenti senza essere costretti a riciclare vecchi baracconi mediatici quali Cogne, Erba e Rignano) ed a Tophost che ha continuato imperterrito ad avere problemi, a manifestare dilettantismo ed a pretendere addirittura di avere ragione spammando via email le proprie ridicole accuse alla blogosfera senza pensare nemmeno lontanamente a chiedere scusa per i numerosi e gravi disservizi. Ho deciso così di cimentarmi con una rivisitazione alla quale la definizione di CanzonFincipit probabilmente va un po’ larga, visto che trattasi più banalmente di un tormentone estivo (sempre che ce ne sia stato davvero uno, in questa estate 2007) riveduto e corretto dal mio povero cervello ormai definitivamente andato a puttane:

Bruci la città
con uno scoreggione
si sente dal Giappone
hai fatto indigestione?!?

Bye bye Google / 2

Google AdSense BeautifierRicordate quando Google disattivò il mio account AdSense per colpa di non meglio precisati click fraudolenti, rispondendo alla mia richiesta di maggiori dettagli dicendomi di non poter rivelare cosa in particolare fosse stato rilevato sul mio sito? A giudicare dai commenti e dalle email che ricevetti in quell’occasione, non fui l’unico ad essere smascherato e punito da quell’infallibile e segretissima tecnologia di monitoraggio. E sinceramente non me la presi tanto per i 60 euro spariti all’improvviso dal mio conto, quanto per l’impossibilità di verificare le violazioni e dimostrare la mia innocenza. Ebbene, a quanto pare sta per arrivare una nuova ondata di sospensioni dovute all’inosservanza dei termini e delle condizioni del servizio. Questa volta, però, lo spietato team di Google AdSense prima di impugnare la mannaia ha fortunatamente pubblicato un avvertimento sul proprio blog. Di cosa si tratta? Presto detto. Avete presente quel fantastico plugin per WordPress che rende i vostri AdSense molto più eleganti e gradevoli affiancando loro delle immagini? Bene, disattivatelo immediatamente. O vi fanno un culo così.

Bye bye Google

Tempo fa c’era una diatriba tra i favorevoli ed i contrari alla pubblicità sui blog, con chiaro riferimento agli stradiffusi AdSense di Google ed alla possibilità di adeguarli come forma e colori alla grafica del proprio sito nel modo meno invadente possibile. Io non ho mai espresso un’opinione sull’argomento, anche se la circostanza che gli AdSense fossero presenti su PensierInEccesso lasciava già intuire come io la pensassi in merito. Secondo me era un ottimo metodo per recuperare le spese dell’hosting (è la scusa di tutti) e magari, se proprio mi fosse andata di lusso, avrei potuto organizzare qualche concorso a premi per i lettori (ma anche no). In un anno i vostri click mi avevano virtualmente fruttato la “bellezza” di 60 euro (in media circa 16 centesimi al giorno, tanto che stavo già organizzando la mia fuga all’estero). Vi starete chiedendo perché ne parlo al passato. Ebbene, qualche giorno fa ho ricevuto la seguente email:

Abbiamo notato che sul suo sito sono stati generati clic non validi, pertanto abbiamo disattivato il suo account AdSense di Google. La preghiamo di comprendere che questa decisione è stata presa nell’intento di proteggere gli interessi degli inserzionisti AdWords. Non sono ammessi clic non validi sugli annunci del sito di un publisher, inclusi ma non limitati a clic generati da:

- un publisher sulle proprie pagine Web
- un publisher che incoraggia gli utenti a fare clic sui propri annunci
- strumenti per la generazione di clic automatici o altri software ingannevoli
- un publisher che ha alterato una porzione del codice degli annunci modificando il layout, il comportamento, il targeting o la visualizzazione degli annunci stessi

Queste pratiche violano i Termini e condizioni e il regolamento del programma di AdSense di Google disponibile ai seguenti indirizzi:

https://www.google.com/adsense/localized-terms?hl=it

https://www.google.com/adsense/policies?hl=it

I publisher disabilitati per attività di clic non validi non saranno ammessi ad ulteriori partecipazioni in AdSense e non riceveranno futuri pagamenti. I guadagni generati verranno rimborsati agli inserzionisti danneggiati in seguito a tale attività.

Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google

Cordiali saluti un cazzo! Ora, se ad esempio qualche lettore del mio blog, pensando di farmi un favore, ha cliccato più volte su tutti i miei AdSense sempre dallo stesso ip, questo comportamento configura una violazione delle regole che ho accettato in fase di sottoscrizione del servizio. E se io stesso, notando un prodotto che effettivamente mi interessava (nel caso specifico un software per la redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza), ho cliccato sul relativo AdSense per saperne di più e magari ho persino speso dei soldi presso il sito di quell’inserzionista, ma poi con lo stesso ip sono andato sul mio account per controllare i miei guadagni, anche questo comportamento configura una violazione delle regole che ho accettato in fase di sottoscrizione del servizio. Se Google avesse voluto operare con trasparenza e buona fede, avrebbe potuto dimostrarmi in maniera precisa e dettagliata le violazioni riscontrate, inviandomi una prima ammonizione e decurtando dal mio conto solo i guadagni relativi ai click ritenuti non validi. Invece ad una mia richiesta di delucidazioni ha risposto in questo modo:

La ringraziamo per la sua email relativa ai provvedimenti adottati nei riguardi del suo account. Ci rendiamo conto che desidera ricevere informazioni specifiche sui clic non validi da noi registrati sul suo account. Tuttavia, per la natura proprietaria del nostro algoritmo, non possiamo rivelare dettagli sul funzionamento della nostra tecnologia di monitoraggio o su cosa in particolare sia stato rilevato sul suo sito. Come lei sa, Google è particolarmente attenta alle attività di simulazione illecita di clic. Disattivando il suo account in accordo con le nostre norme in materia, riteniamo di aver adottato le misure necessarie per proteggere i nostri inserzionisti e assicurare che sul suo sito non continuino a verificarsi clic non validi. Ai publisher il cui account è stato disabilitato per clic non validi non è consentita un’ulteriore partecipazione al programma AdSense di Google. Apprezziamo la sua collaborazione.

Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google

Come dire: “Fidati, è così e basta. Addio.” Che però lo sappiano tutti, ché altrimenti qualche sito ben più importante e trafficato del mio che magari anziché aver guadagnato sessanta euro ne ha guadagnati seicento o seimila, ad un passo dal richiedere il rimborso della somma potrebbe vedersi improvvisamente azzerare e chiudere per sempre il conto. Senza nemmeno la possibilità di verificare la violazione e di contestare la “punizione” inflittagli. E se i guadagni generati dai presunti click invalidi vengono rimborsati agli inserzionisti danneggiati, tutti gli altri soldi non si capisce bene che fine facciano. Posso immaginarlo, come posso ipotizzare che magari “qualcuno” ci marci. Chi può dirlo?

[Update] Se cerchi una valida alternativa a Google AdSense, prova LinkLift!

A mostrar le chiappe chiare…

Questo blog, per celebrare il raggiungimento delle 30 mila visite (sì, lo so che il contatore di Splinder è farlocco, che palle!), chiude per ferie ed autorizza formalmente me e famiglia a trasferirci al mare. Per un paio di mesi farò il pendolare e non potrò garantire l’aggiornamento di queste pagine. Però voi ogni tanto ripassate, ché non si sa mai. Chi capita qui per la prima volta potrebbe sempre dare un’occhiata al meglio dei miei vecchi post. Ah, vi lascio con tutte le risposte alle domande che negli ultimi giorni Google sta ponendo all’interno del mio banner AdSense, con la speranza che inizi a formularne di nuove.

  • Qual è la Capitale del Perù? Lima (8 milioni di abitanti).
  • Qual è la seconda montagna più alta? Il K2 (8611 metri). La più alta invece è l’Everest (8846 metri).
  • Qual è l’edificio più alto del mondo? Attualmente è il Taipei Financial Center (508 metri).
  • Qual è il punto più basso della terra? Il Mar Morto (395 metri al di sotto del mare).
  • Qual è il risultato di Brasile – Italia del 1970? 4 (Gerson, Pelè, Jairzinho, Carlos Alberto) a 1 (Boninsegna).
  • Qual è la stella più vicina? Il Sole (150 milioni di chilometri).
  • Lo sai chi ha inventato il primo computer? Gli inglesi, durante la seconda guerra mondiale, per decifrare i messaggi segreti dei tedeschi.
  • Perché il cielo è blu? Perché le molecole di gas che compongono l’atmosfera tendono a riflettere solo la luce blu che ha lunghezza d’onda minore, mentre le lunghezze d’onda maggiori tendono a passare oltre senza essere riflesse.
  • In che anno il film “La dolce vita” ha vinto l’Oscar? “La Dolce vita” non ha mai vinto l’Oscar (minchia, pure le domande a trabocchetto!).
  • Quali sono le origini del Tiramisù? Non sono certe (e poi, sinceramente, che cazzo ce ne frega?).

Buona estate.