Archivio per il tag ‘blog’
Il Blog Day era quel giorno dell’anno – il 31 agosto, oggi – in cui ogni blogger aderente all’iniziativa era solito pubblicare gli indirizzi di 5 nuovi blog da consigliare ai propri lettori, blog magari anche profondamente diversi dal proprio. E sinceramente era un gran bel giorno per scoprire nuovi posti e per rinfrescare il proprio lettore di feed rss. In realtà io cinque nuovi blog da consigliarvi quest’anno non ce li ho mica, ché ormai leggo sempre gli stessi (quelli che nel frattempo non sono stati dismessi o abbandonati dagli autori) e persino il sito ufficiale dell’iniziativa è rimasto fermo al 2010, e poi col Follow Friday si è di fatto esportata l’idea sui social network, che oggi godono di maggior fama. Quindi in sostituzione dei blog oggi vi beccate la segnalazione di cinque servizi web, più o meno nuovi, più o meno sociali, più o meno utili, più o meno curiosi ed interessanti.
- talkO’clock è una sveglia sociale: decidi a che ora vuoi essere svegliato, imposti l’allarme dal sito web o dal tuo smartphone (saranno presto disponibili le app per iOS ed Android) ed all’ora stabilita ricevi una telefonata ed un buongiorno da un perfetto sconosciuto, col quale volendo puoi fare due chiacchiere. E naturalmente a tua volta puoi essere tu la sveglia sociale di un altro utente.
- Ormai da diverso tempo per scaricare le cosiddette warez (e quindi anche e soprattutto musica e film) si fa sempre meno affidamento al file sharing preferendo servizi di streaming e di file hosting come MegaUpload, MegaVideo, RapidShare, FileServe, HotFile, e tanti altri che sicuramente conoscete bene. Tali servizi generalmente offrono un accesso gratuito con alcune limitazioni, permettendo di scaricare più file contemporaneamente ed alla massima velocità solo attraverso il pagamento di un abbonamento premium. Per evitare di doversi abbonare su millemila siti diversi, stanno spuntando come funghi dei downloader universali che previo pagamento di un unico abbonamento permettono di scaricare a scrocco ed in modo illimitato da tutti i servizi supportati: uno di questi è AllDebrid (ma ci sono anche Real-Debrid, DebridMax, ecc.).
- Google Swiffy è un servizio online che permette di caricare file in formato SWF (Flash) e di convertirli in HTML5 affinché possano essere visualizzati anche sugli iPhone e gli iPad, i quali notoriamente – e volutamente – non supportano la tecnologia Flash di Adobe. L’unica limitazione di questo convertitore è che, facendo uso di SVG, potrebbe non funzionare su tutti i browser (ma sicuramente funziona sui browser basati su Webkit, come Safari e Chrome).
- SLR Camera Simulator è un ottimo strumento online che permette di simulare il comportamento di una macchina fotografica reflex e quindi di osservare gli effetti che le variazioni di illuminazione, distanza e dei vari controlli (lunghezza focale, ISO, rapporto focale e tempo di esposizione) producono sul risultato di uno scatto.
- Decoro Urbano è un progetto innovativo ed interessante che spero di riuscire a sottoporre presto al Sindaco di Chieti: permette ai cittadini – attraverso il sito web o la comodissima app gratuita disponibile sia per iOs che per Android – di inviare al proprio Comune e di condividere con gli altri utenti segnalazioni sulla gestione dei rifiuti, sulla manutenzione e la segnaletica stradali, sul degrado nelle zone verdi, sul vandalismo e sulle affissioni abusive, allegando fotografie e coordinate geografiche. I Comuni che aderiscono (gratuitamente) a questo network hanno la possibilità di tenere costantemente sotto controllo il proprio territorio, informando i cittadini in merito alla gestione degli interventi e comunicando pubblicamente la risoluzione delle problematiche sollevate. Non male, specie per spingere gli umarells a dotarsi di uno smartphone…
Scritto da Maxime il 31 agosto 2011
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Il bello di un blog è che è un posto tutto tuo in cui comandi tu, decidi tu la ripartizione interna, gli arredi e gli accessori, parli di ciò che ti pare quando ti pare e se ti pare, spesso studiando ed approfondendo ed arricchendo quei contenuti prima di pubblicarli.
Il brutto di un blog è che la discussione intorno all’argomento che hai proposto si sviluppa solo se qualcuno viene lì, a casa tua, a trovarti (che poi quel qualcuno ci arrivi spontaneamente oppure indirizzato da un motore di ricerca o da un social network poco importa). E potrebbe venire a trovarti anche a distanza di mesi, o di anni. O potrebbe addirittura continuare il discorso in casa sua, coi suoi ospiti, prendendo spunto da un tuo post.
Il bello di un social network è che non comanda nessuno (anche se in alcuni casi maggioranze spontanee riunite da comuni ideali, spesso politici, tentano di mandare tutto a puttane imponendo le proprie opinioni e facendole passare per verità universalmente riconosciute), che parli di ciò che ti pare quando ti pare e se ti pare (ma lo fai di getto, in pochi caratteri, magari direttamente dal tuo telefonino, spesso bruciando buone idee che avresti potuto studiare ed approfondire ed arricchire sul tuo blog), che la discussione è istantanea e raggiunge immediatamente tutti i tuoi contatti senza che debbano venire in casa tua a parlarne. E muore lì, a distanza di giorni, o di ore.
Il brutto di un social network è che non è un blog. Il tuo blog. Quasi quasi ricomincio a scrivere qui. Ma non li abbandono mica i social network… ché il bello di un social network è che dentro puoi linkarci il tuo blog.
Scritto da Maxime il 29 agosto 2011
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Miglior Blog Tecnico è una competizione tra blogger appassionati di tecnologia, informatica & web, dedicato a chi cura il proprio spazio web, sia esso mono o multi-autore. Può aderire chiunque sia editore e/o gestore di un blog che tratti argomenti rigorosamente legati alla tecnologia, l’informatica ed il web, e sia in grado di dimostrare di avere un minimo di competenza e/o background inerente gli argomenti trattati. Non possono aderire tutti quei siti, blog e/o newsmagazine che si occupino esclusivamente di segnalazioni o di traduzioni di articoli già pubblicati all’estero, o che appartengano a circuiti commerciali e network (sponsorizzati e non), o infine che siano chiaramente finalizzati alla monetizzazione tramite circuiti di advertising ad hoc. La partecipazione è totalmente gratuita a patto che l’utente rispetti alcuni requisiti minimi imposti dal regolamento:
- almeno sei mesi di permanenza sul web con un minimo di dieci articoli pubblicati;
- redazione degli articoli in un italiano corretto ed evidentemente comprensibile: la cura dell’ortografia e della sintassi costituiranno parametro aggiuntivo di valutazione;
- contenuti originali ed autentici: sono validi anche approfondimenti di articoli già pubblicati, a patto che propongano argomentazioni originali e non costituiscano una mera rielaborazione di quanto già proposto altrove;
- commenti non moderati, nessun obbligo di registrazione per l’inserimento degli stessi.
Se siete interessati, sappiate che sarà possibile candidare il proprio blog dall’8 al 29 dicembre 2008 mediante l’apposito modulo di iscrizione. Per il regolamento completo, per le modalità esecutive e per ogni ulteriore dettaglio, fate riferimento al sito ufficiale. Perché ve ne parlo? Ah, giusto. Ve ne parlo perché l’ideatore di tutto questo è il mio amico Cristiano Fino, il quale mi ha voluto come componente della selezionatissima giuria di cui è presidente. Corrompetemi numerosi.
Scritto da Maxime il 7 dicembre 2008
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Il microblogging è una particolare tipologia di comunicazione online nata per informare ed aggiornare costantemente tutti i propri contatti mediante la pubblicazione di brevi messaggi di testo. Col tempo il microblogging si è evoluto ed ha esplorato nuove strade, superando l’originario limite dei 140 caratteri imposto da Twitter e dai suoi cloni ed introducendo ad esempio la possibilità di allegare musica, video ed immagini, di organizzare e commentare le conversazioni, o addirittura di attingere da contenuti esterni attraverso i feed RSS (fondendosi di fatto con il lifestreaming, ossia l’organizzazione in ordine cronologico di tutti i contenuti e le attività in rete riconducibili alla stessa persona). La facilità di utilizzo dei numerosissimi strumenti (anche e soprattutto in versione mobile) sviluppati a supporto del microblogging e lo strepitoso successo ottenuto in rete hanno contribuito alla nascita di nuovi linguaggi ed alla inevitabile rivoluzione di alcune dinamiche. Ad esempio ho notato che si scrive molto meno sui blog veri e propri.
Sarà solo una mia impressione, ma prima del microblogging uno spunto di riflessione o un’idea te le annotavi su un pezzo di carta per poi riprenderle, approfondirle e svilupparle all’interno del tuo blog. Oggi siamo istintivamente portati a bruciare le nostre intuizioni riassumendole tristemente dentro quel Bignami da 140 caratteri dal quale poi, difficilmente, nascerà un post. Inoltre, le ultime evoluzioni del microblogging (ad esempio FriendFeed) permettono di evidenziare i contenuti più interessanti e di svilupparci intorno delle vere e proprie discussioni: il tutto si traduce a volte in una richiesta di attenzione ed in un assorbimento di tempo che ci riportano indietro alle vecchie chat. Senza considerare il fastidio derivante dalla circostanza che, aggregando flussi esterni, certi contenuti ottengano più commenti sugli strumenti di microblogging che sul sito nel quale sono stati originariamente pubblicati e da cui sono stati importati. Ultimo effetto collaterale: un’altissima percentuale dei micropost nasce ormai con manifeste finalità di cazzeggio, preferendo le battute e le frasi ad effetto acchiappa-like a quegli aggiornamenti ed a quelle informazioni per cui certi strumenti erano stati originariamente pensati. Insomma, gli strumenti di microblogging sono semplici ed immediati e presentano sicuramente tanti pregi di natura sociale, aggregativa, condivisiva ed informativa, ma se oggi mi chiedessero se io ritenga che in qualche modo abbiano potuto danneggiare il blogging tradizionale, risponderei decisamente di sì. Cosa ne pensate?
Scritto da Maxime il 29 ottobre 2008
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Dopo ben tre anni di onorato servizio, il vecchio tema (2.0) di questo blog va finalmente in pensione per lasciare spazio ad una travagliata versione 3.0. Travagliata perché da diverso tempo stavo pensando ad un restyling, ma purtroppo non sono così figo da riuscire a far piovere gratis dal cielo decine di temi nuovi ed originali con la sola imposizione delle mani. Quindi alla fine, preso atto del mio status di Count Zero, ho deciso di affidarmi ad una professionista (anche perché ritengo che qualsiasi lavoro necessitante di impegno e di tempo vada sempre e comunque ricompensato, e benché nei miei confronti nessuno si sia mai posto il problema, io me lo sono sempre posto nei confronti degli altri). Tra l’altro proprio oggi PensierInEccesso (e non “PensierInecCesso“, né “Pensieri in eccesso“) spegne la sua quarta candelina, e questo mi sembrava un bel regalo di compleanno.
Scritto da Maxime il 20 ottobre 2008
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Si parla spesso del peso irrilevante che hanno i blogger italiani rispetto a quelli di alcuni paesi del mondo. Si spera sempre che da un post nasca un nuovo fenomeno letterario, un’inchiesta degna del miglior giornalista d’assalto, una ricerca da premio Nobel per la scienza, un’analisi economica che ci salvi dalla crisi o un virus in grado di propagare la pace nel mondo. Ora io mi chiedo: dove minchia sta scritto tutto questo? E’ forse una condizione d’uso che abbiamo distrattamente accettato quando abbiamo aperto un account su Splinder o abbiamo installato WordPress sul nostro spazio web? Che esistano alcuni blogger che sulla base delle proprie conoscenze e competenze nella vita reale (e non di ciò che scrivono sul proprio blog) siano considerati autorevoli, non può che farmi piacere. Che invece esistano dei blogger autorevoli o auto-definitisi tali o peggio dei non blogger che pretendono che la cosiddetta blogosfera sia globalmente influente ed in grado di salvare il mondo, mi fa un po’ girare le palle. D’altronde il mondo è pieno di teste di cazzo, perché la blogosfera non dovrebbe esserne la rappresentanza? Detto questo, vorrei sottoscrivere le parole con cui Stefano Vitta ha commentato l’ultimo post polemico di Vittorio Zambardino:
Tanto per sparare sulla croce rossa mi viene subito da far notare che i blogger, a differenza dei giornalisti, se non riescono ad ottenere informazioni chiare o almeno sufficienti per esprimere un giudizio hanno il LUSSO di poter non scrivere nulla. Questo non significa che il fatto sia ignorato.
Se non so, non parlo. E’ una filosofia che ho spesso sposato su questo blog, sia perché qui sopra ho da sempre privilegiato il cazzeggio, sia perché non mi piace fornire informazioni parziali rischiando le brutte figure e le querele. Per esempio qui a Chieti è da oltre un anno che dalle 22 alle 6 (ma è accaduto anche durante il giorno e senza alcun preavviso) siamo spesso con i rubinetti a secco. Inizialmente si è parlato di siccità. Poi con le piogge hanno dovuto cercare nuove scuse. Nel frattempo sono stati chiusi alcuni pozzi, ché pare che l’acqua bevuta negli ultimi anni fosse velenosa. Ci son state analisi e controanalisi con risultati sempre diversi a seconda di chi li leggeva. Tutti a scaricare le colpe su qualcun altro, facendo attenzione a non lasciare uscire le notizie fuori Regione. Tutti a preoccuparsi che le città più fighe avessero l’acqua ai danni di quelle più sfigate (e notoriamente più abituate a prenderlo nel culo silenziosamente). Ad oggi, conviviamo con una situazione da terzo mondo in attesa che le autorità competenti facciano chiarezza. Non so chi siano i responsabili, non ne ho parlato. Ma i giornalisti?
Stesso discorso per la crisi economica mondiale. Non ne capisco, preferisco tacere ed ascoltare le analisi di chi è esperto della materia. Potrei osservare che ad ogni minima scoreggia americana, in Europa succede un finimondo. Potrei osservare che se i media parlano di crisi, i piccoli risparmiatori vanno nel panico e vendono tutto facendo il doppio errore di rendere reale una perdita che prima era solo virtuale e di far scendere ancora di più le borse in attesa che i grandi decidano di fare la spesa a prezzi stracciati. Potrei osservare che quando aumenta il prezzo del barile di petrolio immediatamente il mio benzinaio ritocca tutti i prezzi, ma la stessa cosa non è avvenuta (non nelle stesse proporzioni) adesso che il barile costa esattamente la metà rispetto a qualche mese fa. Ma sicuramente queste cose non funzionano nel modo semplice e semplicistico in cui le ho descritte io. E allora parlo di cazzate, ché di quelle sono abbastanza esperto.
Scritto da Maxime il 13 ottobre 2008
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