Blog e libertà di espressione

A quanto pare raccontare la propria vicenda su un blog, riportando dei fatti realmente accaduti e lamentandosi del trattamento ricevuto, è un reato. Ecco il commento lasciato ieri dall’amministratore della società “Mosaico – Sistemi di Arredamento S.r.l.” ad un post scritto dall’amico Sergio Sarnari il 18 marzo 2008:

Scrivo la presente in qualità di amministratore della Mosaico – Sistemi di Arredamento s.r.l.
Mi preme preavvertire che ritenendo il presente blog di carattere indiscutibilmente diffamatorio, ho presentato in data 14.05.2008 – per conto della società che rappresento – sia una querela alla Procura della Repubblica di Ancona nei confronti del sig. Sarnari, creatore dello stesso blog, sia un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dello stesso Sig. Sarnari per un importo non inferiore a 400.000,00 euro, con fissazione della prima udienza per il 18.06 p.v.
Il procedimento civile per il risarcimento dei danni nei confronti del Sig. Sarnari per il risarcimento dei danni nella misura suindicata, o in quella maggiore che la prosecuzione temporale del blog comporterà, procederà poi il suo corso.
Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento, rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale fattispecie criminosa e/o civilmente illecita.
Con i migliori saluti.
Rossetti Andrea

Leggete il post di Sergio (e la guerra che si è scatenata nei commenti) e fatevi un’idea. Il problema non è solo suo. Il problema è di chiunque utilizzi la rete per condividere esperienze e per esprimere opinioni. Il problema è dell’intera blogosfera. Per il momento non posso che esprimere tutta la mia solidarietà a Sergio. Al resto sta già pensando Google.

20 commenti »
  1. Commento di Novecento, 10 giugno 2008 @ 9:16

    Non sarebbe male renderlo virale.
    Stasera una spintarella gliela do’ anch’io…

  2. Commento di Zizio, 10 giugno 2008 @ 9:25

    Sono allibito e incaxxato: che vergogna … Ora uno non può neppure raccontare la sua esperienza?

  3. Commento di Domiziano Galia, 10 giugno 2008 @ 10:02

    Certo, uno esprime la sua opinione, per quanto possa essere discutibile (nel senso che appunto, se ne discute), e scatta il querelone da un miliardo. Se ci fosse uno straccio di giudice ad Ancona, ma proprio straccio, all’udienza condannerebbe la Mosaico a risarcire a Sarnari i 400mila per questo arrogante tentativo di intimidazione.

  4. Commento di ilallallero, 10 giugno 2008 @ 10:04

    non ci voglio credere -.-

  5. Commento di cofano, 10 giugno 2008 @ 10:33

    Se cerchi “Mosaico arredamenti” su Google il post di Sergio è al terzo posto nella serp, l’amministratore dovrebbe denunciare anche Google che collabora alla diffamazione…

  6. Commento di Maxime, 10 giugno 2008 @ 10:47

    Novecento: daje!!!

    cofano: appunto ho concluso il post con quella frase… :P

  7. Commento di adriana, 10 giugno 2008 @ 12:10

    Quando si dice la coda di paglia…
    VERGOGNOSO!

  8. Commento di Baronerosso, 10 giugno 2008 @ 13:00

    Sono fuori dal coro.
    Non voglio entrare nel merito torto/ragione, il punto è un altro:
    Chi parla – e scrive – in pubblico, si accolla in toto le responsabilità di ciò che afferma. In bene ed in male.

    Ora, La Mosaico Arredamenti, ha scelto una piattaforma diversa – e decisamente più autoritaria – di un “che bello sfogarsi”, per instaurare un confronto risolutivo. Non credo sia un comportamento deprecabile.
    Del resto, è un diritto difendersi, sarà poi il tribunale a decidere; per Sergio invece, oltre al danno, la prevedibile beffa.

    Sergio è stato ingenuo, perché poteva benissimo trascinare in tribunale la controparte da accusatore. Invece, dopo essersi “sfogato”, gli toccherà difendersi, e bene…

  9. Commento di moticanus, 10 giugno 2008 @ 13:24

    Magari è stato un pò frettoloso nello spiattellare il nome della società sul suo blog…poteva benissimo parlarne lasciando intendere a cosa si riferisse.

    Cmq, secondo me, la blogosfera dovrebbe lasciare che la vicenda faccia il suo corso, evitando di creare l’effetto propagazione aggravando magari l’astio tra le due parti!

    Vi segnalo infine un precedente molto simile a quello di cui si discute. Anche in quel caso vi furono avvocati e richieste risarcimento a gogo!

    Questo è il link, ma penso che conosciate già la questione!

  10. Commento di paz83, 10 giugno 2008 @ 13:29

    E daje si…se virale deve essere virale sia. Anche perchè una cosa del genere non è accettabile. Poi se la soacietà che rappresenta è na schiappa pensino a far qualcosa per migliorarla invece di intentar cause. Se fossero intelligenti avrebbero preso la palla al balzo fingendo per lo meno di ascoltare la critica, sarebbe stata certo pubblicità migliore. Ma questi secondo me ne capiscon poco. Amen e così sia!

  11. Commento di enio, 10 giugno 2008 @ 16:08

    @ zizio
    vedi zizio uno DEVE raccontare le proprie esperienze, sopratutto se ha ragione, Grillo ha fatto la sua fortuna raccontando le sue e quelle degli altri ! Mettendo il bavaglio alla satira, comprandosi i giornali e ricattando i giornalisti, l’unico sistema per sapere le cose è il web, a patto che si riferiscano le cose così come stanno senza interpretarle perchè così facendo si spinge il “lettore” verso una opinione preconfezionata invece di fargli da stimolo e ne esprima una sua senza essere “appicciato” a qualcuno. ( appicciato = preso per mano e condotto… )

  12. Commento di Felter Roberto, 10 giugno 2008 @ 17:00

    perchè non passi inosservato:
    http://blog.felter.it/2008/06/denuncia-anche-me-blog-e-diffamazione.html
    Qui c’è il ribbon da poter mettere sui propri blog :D

  13. Commento di azael, 10 giugno 2008 @ 20:37

    è la supponenza di chi crede di poter comprare tutto, anche la propria intelligenza, e che immagina la furbizia come un bene inesauribile. No, ragazzo, no, imprenditore illuminato, la tua furbizia è finita quella volta che hai scambiato la girella con un compito di matematica.

  14. Commento di elena, 10 giugno 2008 @ 23:12

    @moticanus.. veramente nel mio caso non c’è stata nessuna richiesta di risarcimento, nè una reale querela. Il titolare dell’azienda disse che se non toglievo il post mi avrebbe querelata, ma poi, forse alla luce delle mie resistenze e del parlarne che si era creato in rete, ha avuto l’intelligenza di parlarne con me e tentare di capire lo strumento che avevo utilizzato.
    La cosa qui mi pare molto più grave, anche se gli episodi in qualche modo sono assimilabili.

  15. Commento di Zizio, 11 giugno 2008 @ 13:42

    Io Enio sono d’accordo: se lui si è trovato male fa bene a dirlo. Nel post non mi sembra ci siano cose stravaganti: lui parla della sua esperienza che evidentemente è stata pessima e non censura affatto i commenti in cui c’è chi racconta la sua ottima esperienza. E’ chiaro che quello è il suo punto di vista e quello che gli è successo. Il tentativo dell’amministratore a mio avviso è vergognoso: invece di denunciare avrebbe dovuto scusarsi, a mio avviso avrebbe fatto una figura migliore.
    Che poi è giusto che se ne parli: se una cosa mi piace ne parlo bene perché sono convinto che sia un buon servizio/prodotto, se per me è una truffa lo dico … Perché è giusto così, perché dovremmo essere in un paese libero e perché è giusto che chi lavora bene sia pubblicizzato e che i furfanti falliscano, ma evidentemente non è così.
    Che poi vorrei sapere chi non ha parlato bene o male di qualcosa sul blog … E se riportare dei disservizi è diffamazione, mi domando dove stiamo andando a finire, ahimè … :(

  16. Commento di Baronerosso, 11 giugno 2008 @ 15:07

    @Zizio:
    SIAMO in un paese libero dove ognuno può parlare bene o male di qualsiasi cosa.
    Il post di Sergio, ne è la conferma. In quanto paese libero però ognuno possiede altresì il sacrosanto diritto di difendersi con tutti i mezzi che ritiene opportuno, purché legali. Con questo poi, non è detto poi, che si debba avere necessariamente ragione.

    Qui invece si parte dall’idea ben radicata che Sergio ha ragione a priori e la “multinazionale del mobile” ha torto. Per giunta basandosi solo ed esclusivamente su un racconto di parte. Per carità, gli credo! ma comprendere del perché un’azienda che che ha punti vendita sparsi su mezzo stivale da 10 anni e che opererebbe sistematicamente in tal guisa, non sia ancora fallita, m’è oltremodo arduo da comprendere.

    Io non so più se si riesce ancora ad avere una visone critica scevra da pregiudizi perché – in assenza di contraddittorio – (è un dato di fatto) di solo pregiudizio può essere condito lo schierarsi da una parte.

    Sui dati in possesso posso solo biasimare il presidente Rossetti Andrea (ammesso che sia lui e non un fake) per un gesto: quello di postare un commento sul blog , che ritengo inutile almeno quanto la platealità del suo contenuto.
    Vuoi denunciarlo? cazzo, denuncia e basta! a che serve un preavvertimento?

    Per il resto, Sergio poteva dire ciò che voleva parandosi il culo prima da eventuali denunce ed evitando parole come “stronzi”. Piuttosto che cancellare il post, in uno slancio d’altruismo, “per salvaguardare l’immagine dell’azienda” .
    Mah… almeno fosse stato determinato.

    P.S. il post è ancora raggiungibile nella cache di google.

  17. Commento di orioko, 11 giugno 2008 @ 18:08

    Stavo pensando…

    FRECHETEMBETTE

    P.S.
    Non lo cancellare

  18. Commento di galatea72, 14 luglio 2008 @ 12:40

    Consolatevi, io sto rischiando grane per dei racconti pubblicati sul blog, in cui non c’erano nomi reali. Non c’era neppure il mio, di nome, esplicitamente. Credo che siamo in un mondo in cui la libertà di espressione è parecchio a rischio.

  19. Commento di Tommy, 17 luglio 2008 @ 10:28

    Sono d’accordo con Baronerosso: non si può mettere sullo stesso piano la libertà di parola con la libertà di diffamare. Qualora diventasse lecito scrivere sul blog che la ditta Tale raggira i clienti allora quest’affermazione potro farla anche allo scopo di favorire la ditta concorrente Quale, che appartiene a mia moglie oppure a un tizio che mi paga.
    Non si tratta di capire da quale parte sta la verità dei fatti, perché anche se il fatto che io racconto fosse vero, con tanto di prove, non basta a farne un emblema rappresentativo di quella ditta.
    Diffamare è comunque illecito. Usare il blog per diffamare è come volersi prendere la libertà di schiaffeggiare il prossimo. “Ma quello una punizione la meritava perché s’era comportato male” non fa diventare lecito lo schiaffo.
    Invece di protestare contro chi, sentendosi diffamato, chiede tutela alla legge mi piacerebbe capire che cosa porta la maggioranza dei blogger ad avere una visione da Far West, con la pistola sempre pronta nel cinturone (quando si dice ‘virale’ vedo decine di gringos con le mitragliette) e la cartuccera piena di insulti.

    Una riflessione più seria si potrebbe fare quando il giudizio non è lanciato liberamente sul blog, ma espresso da uno specifico contraente all’interno di uno specifico rapporto commerciale: quello che fa o faceva E-bay con i suoi feedback. In quel caso mi sembrava giusto poter dare un giudizio positivo o negativo della controparte, eppure ho visto che anche là ci sono stati problemi che hanno coinvolto direttamente i gestori di E-bay. Su quello sarei più disposto a rivendicare una libertà di giudizio, altrimenti il commercio diventa un sacro Totem.

  20. Commento di Luca, 31 ottobre 2008 @ 18:29

    Mi è successo di peggio.
    Ho una directory su http://www.videoin.eu, mi vogliono denunciare perche un utente anonimo ha inserito il nome del negozio Blockbuster di Milano.
    Nessuna calunnia, solo numero di telefono e via di ubicazione, come in uno di quei siti dove si possono segnalare le aziende. Solo che il segnalante non era il titolare…

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