Il terremoto vissuto a Chieti

Probabilmente qui a Chieti il terremoto di lunedì mattina ha rappresentato un’ottima occasione per l’amministratore del mio condominio per sollecitare il pagamento delle quote arretrate, ché tutta quella gente alle assemblee non s’era mai vista ed anzi avevamo pure qualche dubbio che abitasse effettivamente qui. Riuniti in strada, all’inizio speravamo che l’epicentro fosse proprio la nostra città, perché in Abruzzo era già tristemente nota da parecchie settimane la situazione aquilana e, rapportando la fortissima scossa che avevamo avvertito noi con la distanza che ci separa dal capoluogo (circa 70km in linea d’aria), sapevamo bene che se anche stavolta l’epicentro fosse stato L’Aquila la catastrofe sarebbe stata pressoché certa. E così è stato. Tutto il resto, dalle tv che invitavano a non raggiungere L’Aquila per non intralciare il lavoro dei soccorritori (mentre contemporaneamente mandavano migliaia di inviati a raccogliere testimonianze di dolore e morte per aumentare l’audience) a Bruno Vespa che raccoglie un peluche tra le macerie e si intristisce sparando una banalità di circostanza, non c’è bisogno che ve lo racconti io. So solo che, nonostante il sincero dolore e la voglia di fare qualcosa che tutti (o quasi) proviamo, è impossibile rendersi davvero conto di ciò che è accaduto in quelle zone. Non me ne rendo conto nemmeno io, anche se gli incredibili racconti dei miei amici che erano a L’Aquila mi hanno aiutato a farmi una piccolissima idea. So solo che adesso qui la paura è tanta ed il senso di impotenza è ancora maggiore, come se fossimo stati improvvisamente catapultati all’interno di un film horror; inoltre la luce del sole ci appare strana e sentiamo il terremoto anche quando non c’è, in preda ad una sorta di mal di mare psicologico; infine non si dorme più da giorni, guardando il lampadario ed attendendo la prossima scossa, con le borse e le chiavi della macchina pronte per scappare via. Eppure noi, un lampadario, ce l’abbiamo ancora. Aiutiamo i nostri fratelli aquilani: tutte le informazioni sicure e verificate per sapere come fare le trovate qui.

11 commenti »
  1. Commento di Andrea, 8 aprile 2009 @ 17:49

    Ciao max.
    Anche io sono di Chieti. La paura che abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, è alta. Altissima. Non ci rendiamo conto di cosa possono aver minimamente pensato e passato loro lì.
    “lì” che dista un’ora e mezza di macchina da qui.
    E’ veramente spaventoso il racconto di amici che stavano nell’epicentro. Alle loro parole non sono riuscito a dire nulla di confortante, tranne che dare un grande abbraccio.
    Ho perso un amico, studente universitario. Sono arrabbiato, non so contro chi, ma lo sono.
    Il lato positivo, che cerca di farmi coraggio e risollevarmi, è che ho ritrovato un altro amico, sfuggito a quel caos, per veramente poco.
    Non si può dire nient’altro che stare vicino a tutti loro. E dare il massimo degli aiuti, per quanto possiamo.

  2. Commento di Barbara, 9 aprile 2009 @ 9:48

    tanto è angosciante seguire la cosa da qui , lontano da quei luoghi, posso solo immaginare quanto più lo sia da li vicino :(

  3. Commento di Bdd, 9 aprile 2009 @ 11:47

    anch’io ho vissuto il terremoto da Chieti, ma non credo che – pur avendo una pessima opinione del giornalismo italiano – sia il caso di prendersela con le migliaia di inviati mandati lì solo per “aumentare l’audience”. preferivi che restassero tutti a casa, e nessuno ne parlasse?

  4. Commento di Maxime, 9 aprile 2009 @ 11:56

    Bdd: preferivo che si limitassero a documentare la situazione senza romanzare le varie situazioni e spettacolarizzare il dolore. Tutto qui. Certo che bisogna parlarne. Speriamo però che non avvenga solo in questi primi giorni di forte emergenza, mentre il ritorno in termini di audience è maggiore. Grazie per il tuo commento.

  5. Commento di Mek2.k, 9 aprile 2009 @ 15:16

    Cia caro, qui a Roma la scossa si è sentita con un ntensità nettamente inferiore rispetto a Chieti, se penso alla paura che abbiamo avuto, non oso immaginare la vostra. Io temevo di non essere in grado di proteggere le persone che amo.
    Brutta situazione, bruttissimo momento.

  6. Commento di @enio, 9 aprile 2009 @ 17:04

    mannemije li quatrine a li sfullate di Aquila nò le quintalate di paste come sta fà Bassam… accuscì ci fanne pagà pure lu trasporte!

  7. Commento di Barone Rosso, 10 aprile 2009 @ 11:56

    Vivo le montagne. L’Abruzzo intero è ferito. Con L’Aquila, non solo capoluogo ma anche simbolo storico dell’alpinismo, è crollato il morale di noi tutti frequentatori di quei luoghi. Sono stato a L’Aquila, a trovare amici che ora dormono in tenda, nei furgoni…
    Ho ricevuto un’impressione diversa da quella che m’aspettavo. Ho visto tanta voglia di fare, molto ottimismo, una grande dignità ed orgoglio.

    Probabilmente il mio non è altro che un singolo, misero aspetto ma, al di là delle storie struggenti – per altro vere – trasmesse in televisione, c’è dell’altro. Ed è quella carica, quell’energia, quella forza del popolo abruzzese di rialzarsi in piedi per ricostruire non solo mura e strade ma la loro stessa identità andata perduta quella maledetta notte.

    Di un certo tipo di giornalismo, condannabile per certi versi, credo sia – in questo momento – giusto apprezzarne il lato positivo; e cioè la leva emotiva che spinge le coscienze lontane a donare, donare e donare ancora per velocizzare il processo di ritorno alla normalità.

    Personalmente ho già provveduto con una donazione ma nessuna offerta basterà per alleviare il profondo, latente dolore che continua a pervadermi in ogni momento della giornata.
    E forse scrivo questo commento perché so che loro non possono leggere le mie mail…

    Forza e coraggio,
    un caro saluto.

  8. Commento di Orioko, 10 aprile 2009 @ 18:03

    Stavo pensando…

    Mi domando se in mezzo alla “sabbia” che hanno usato per costruire, ci sia pure il famigerato AMIANTO.
    Pensa alla polvere che si è alzata in città, e a quanti se la sono respirata.
    Oltre al danno la beffa.
    Oggi un amico mi ha detto che un palazzo vicino a noi è stato oggetto di attenzione da parte di tecnici del comune, è non è quello che hanno fatto sgomberare.

    P.S.
    Mi sa che do retta a tua moglie.
    un saluto combà, e buona Pasqua.

  9. Commento di Andrea Tavazzani, 11 aprile 2009 @ 3:46

    Siamo con voi.

  10. Commento di Rino, 9 maggio 2009 @ 10:41

    In bocca al lupo!!!

  11. Commento di Mobilità, 9 maggio 2009 @ 10:44

    Bruttissimo il terremoto, ricordo, con MOLTA paura, quello di Napoli. 1 minuto e 23 secondi.
    A presto e in bocca al lupo

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