Le conclusioni dell’ottimo post in cui Marco Montemagno invita i blogger (quelli più autorevoli) a contribuire alla crescita del web mediante una migliore divulgazione ed una maggiore umiltà , rappresentano tutto ciò che avrei voluto intendere (ma ho spiegato con gli esempi sbagliati) quando scrissi il post “Che cos’è un blog? Boh!“. Ed è per questo che sto da tempo pensando e progettando un PubCamp in cui gli esperti della rete, dei blog, del Web 2.0 e delle nuove tecnologie, anziché scambiarsi informazioni ed alimentare discussioni tecniche tra di loro come si è soliti fare durante i BarCamp, possano comunicare davanti ad un boccale di birra con chi in rete non c’è (oppure c’è, ma non nel modo più adeguato). Il digital divide non è solo un problema economico o di terzo mondo: è, secondo me, anche e soprattutto un problema di mancanza di (volontà di) divulgazione. Io credo e spero di essere riuscito, nel mio piccolo ed utilizzando l’arma del cazzeggio, a proporre qualche argomento tecnico in maniera semplificata e comprensibile (ad esempio col post “Che cos’è il Web 2.0?“). Vi piacerebbe partecipare ad un eventuale PubCamp? Quali argomenti vorreste che venissero trattati? Ed infine, per dare maggior risalto al lato sociale dell’evento, pensate sia il caso di organizzare anche una gara di rutti?
Scritto da Maxime il 24 gennaio 2007









Io parteciperei… e direi di si anche alla socialità con gara di rutti!
Dipende… gara di potenza o gara di durata?
Secondo il mio modestissimo avviso, una gara di rutti sarebbe fondamentale …
come qui?
Io mi unirei volentieri, specialmente se la birra è gratis!!! per la gara di rutti, beh umilmente mi faccio da parte, i miei fanno pietà !!! Sarei molto curioso di vedere cosa combinano e di cosa parlano un bel gruppo di blogger tutti ubriachi!
La gara di rutti è semplicemente fondamentale (lol) e per il ritrovo in stile meno “serio” e più “cazzeggiante“, sarei il primo a partecipare (a patto che non sia troppo lontano!) e dare il mio piccolo contributo
Bella l’idea, ma poi sorge il problema del criterio di “selezione” degli invitati: come si fa a stabilire chi è “autorevole”? Va bene un’autocerficazione su carta semplice?
io non partecipo solo ai NoCamp
Kaos: tre prove (potenza, durata e rutto parlato) con relative votazioni. Poi vince chi ha ottenuto il punteggio complessivo più alto.
Alexpeo: sì, più o meno. E per la cronaca il vincitore dell’anno scorso me lo fumo a colazione.
m1979: per la gratuità dell’evento, dipenderà dall’interessamento dei media e di eventuali sponsor. Nella peggiore delle ipotesi, ci sarà una quota minima di partecipazione che includerà la cena completa.
Mor94n: solo i relatori (o meglio i divulgatori) dovranno essere autorevoli, e la scelta la faranno gli organizzatori. Tutti gli altri dovranno semplicemente essere curiosi (e magari anche blogger).
si puo’ senz’altro fare
con la gara di rutti sarei anche daccordo, ma come la mettiamo con la figa ? immagino i rutti siano figa-repellenti
Una gara di rutti? Bah, se partecipi anche tu, però, non c’è gusto: abbiamo già perso in partenza!
Koolinus: i rutti sono figa-repellenti?!? Forse hai conosciuto le donne sbagliate:
ho appena cancellato Cameron dal libro delle fighe !
Cazzarola è ruttatrice professionista! La stimo!
Ciao Maxime,
ogni tanto vorrei passare a lurkare qualcosa, però è una vera seccatura che Mozilla Firefox crasha appena arrivo sul tuo blog. Forse non digerisce le finestre dei filnati o qualche altra diavoleria che hai messo di recente. Peccato.
Volevo un blogALbeer dalle mie parti, magari cambio nome e l’organizzo, bravo!
Si si…voto per il PubCamp!!!
Io ci sto, ché per me il blog è cazzeggio e davanti a una birra si cazzeggia parecchio bene…
A me la birra non fa impazzire.
Facciamo aperitivi dai…
certo che ci sto a queste cose non posso mai mancare metto a disposizione tutto il mio scibile conosciuto e sconosciuto in campo tecnologico…pronta a farmi un paio di birre rosse ma non assicuro competenza sui rutti…dovrò allenarmi
Grandissima Idea!
Propongo come temi
VoIP – Come un rutto in Italia può essere sentito anche a New York
PodCast – Registra i tuoi rutti migliori e distribuiscili su internet, milioni di ascoltatori garantiti.
Per prepararmi all’evento mi chiedo se qualche esperto in materia sa dirmi esiste qualche manuale tipo “Ruttare al 100%”, “Come si fa un Rutto” o “Rutti For Dummies”?
[...] Questo è quello che voglio far capire a tutti quelli che, NON avendo partecipato al BarCamp, pensano di averne compreso lo spirito (ed in realtà non hanno capito un cazzo)(e ripeto nuovamente, scusatemi): NON bisogna per forza conoscere FON, o AJAX, o Ruby On Rails, o Twitter o altre diavolerie tecnologiche, per partecipare ad un BarCamp.Se Maxime ha una conoscenza erudita sulla ruttologia applicata alla birra bionda, invece di inventarsi il PubCamp può partecipare ad un BarCamp e proporre un talk dal titolo: "Rutto 2.0: dalla birra alla gazzosa, passando per le migliori tecniche di rilassamento diaframmatico, per produrre il rutto più potente e modulato". Maxime potrà essere sicuro che ci saranno delle persone interessate ad ascoltarlo, così come c’erano persone interessate ad ascoltare un pirla come me (che non sono Lauciani, il sommelier di Gusto su Canale 5) parlare di vino (e mi hanno chiesto, se proprio devo dirla tutta, di ripetere il mio talk ad altri BarCamp… segno che non sono bravo io ma era buono il vino… ). [...]
Ma sto Marco Montemagno perchè non si fa i cazzi suoi?
Si! Bella idea… natuaralmente con gara di rutti!
Daccordissimo, unire l’utile al dilettevole, ma non son un gran campione di rutti… posso portare un amica?
Bacio le mani
Forti del successo che sta avendo l’informatica quì da noi (Trentino) si potrebbe tentare di esportare il modello in qualche altra regione. Se si fosse a conoscenza di iniziative analoghe, informarne quante più persone possibili.Stiamo parlando di
alfabetizzazione informatica dei cittadini adulti. È l’obiettivo di e-Citizen, un progetto di formazione e di certificazione nell’ambito dell’ECDL. Fra alcuni giorni il liceo “Galilei” aprirà le iscrizioni per il primo corso rivolto a persone con limitate o nulle conoscenze informatiche. Corsi di informatica per adulti vengono normalmente proposti da scuole, associazioni e privati. Questo è tuttavia il primo in Trentino che consente di conseguire una certificazione riconosciuta in tutta Europa. Il programma è stato sviluppato per facilitare l’accesso al mondo dell’informazione, in particolare nei settori della sanità , del lavoro, del credito, del commercio, del turismo, della formazione a distanza, della pubblica amministrazione. Il progetto e-Citizen è suddiviso in tre parti. La prima riguarda conoscenze informatiche di base per utilizzare internet con sufficiente confidenza. La seconda si riferisce alla ricerca di informazioni per renderle disponibili in modo appropriato e con le necessarie precauzioni. La terza parte intende sviluppare la partecipazione attiva ai servizi di rete, la capacità di navigare e di trarre beneficio dai servizi disponibili in linea. «Il programma – dice la responsabile Franca Bosetti, docente del Galilei – non si limita alle competenze meramente tecniche, ma desidera contribuire a formare una consapevolezza critica nell’utilizzo di internet e dei servizi on line, cioè le conoscenze che il cittadino dell’era digitale deve possedere per evitare l’esclusione sociale. E-Citizen fornisce risposte alla crescente esigenza di migliorare le abilità informatiche, in particolare fra le persone che non ne hanno finora avuto l’opportunità ». L’adesione a e-Citizen è stata decisa con convinzione dall’intero istituto, a partire dalla dirigente, proprio per aprire la scuola al territorio. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito http://www.lsgalilei.tn.it oppure scrivere all’indirizzo ecdl@lsgalilei.tn.it. I corsi prenderanno il via entro breve e saranno aperti a tutti, con priorità per genitori e personale della scuola. Ricordiamo che il liceo di viale Bolognini è test-center sia per l’ECDL sia per l’ECDL-Advanced.
Perchè no. Ottima idea, ma non credo che bisogna concentrarsi su cosa si farà durante, ma su cosa si fa dopo. Il BarCamp, come il PubCamp dovrebbe essere un inizio, non una fine. Un incontro che porti a fare delle cose, anche solo informarsi riguardo argomenti che si sono scoperti e che si ritiene interessanti.
Insomma credo sia più importante la divulgazione post incontro soprattutto verso quelli che non ne sanno assolutamente niente..
Forse sono stato un po profeta ?
http://www.dariosalvelli.com/2007/01/from-romecamp-to-pubblicamp
Caro Giovy,
purtroppo mi hai messo in mezzo e non posso evitare di risponderti, ma lo farò con un semplice commento sul mio e sul tuo blog, e non pubblicando un nuovo post con relativi trackback.
Facciamo finta che io e te di questa cosa non ne abbiamo già parlato ieri via Google Talk, e facciamo anche finta che tu non mi abbia fatto capire di aver compreso il mio punto di vista…
Facciamo finta che io non ti abbia già chiarito che l’idea del Pubcamp non c’entra un cazzo con la formula del BarCamp e che non nasce assolutamente in polemica col BarCamp, al quale parteciperò sicuramente in una delle prossime occasioni (ed avrei già partecipato in passato, se non avessi avuto impedimenti di natura geografica e familiare), ma nasce dall’idea di svolgerlo all’interno del Pub di un nostro comune amico…
Facciamo finta che io adesso sia diventato un esperto internazionale di rutti per il solo fatto di aver chiuso il mio ultimo post con una battuta (che molti hanno preso sul serio), e facciamo anche finta che tu sul tuo blog sia solito parlare al 99% di tuoi cazzi personali e non di robe tecniche (che peraltro apprezzo)…
Facciamo finta (visto che stai facendo la parte dell’ingenuo) che gli interventi proposti al RomeCamp siano tutti accessibili e comprensibili per uno spettatore non tecnico come posso esserlo io (di certo non tu!), e facciamo anche finta che le non conferenze spontanee che sono nate nei corridoi abbiano avuto come argomento principale proprio i Rutti (e non altre robe tecniche non accessibili e comprensibili per il blogger medio) e che anzi un eventuale mio speech dal titolo “Rutto 2.0” sarebbe stato molto apprezzato (e quelli di Corriere.it o di Nova24 stanno ancora mordendosi i coglioni per non aver potuto assistere ad un evento del genere, che sicuramente avrebbe trovato poi ampio spazio sulle loro pagine)…
Premesse tutte queste cose: perché nel momento in cui ho proposto l’idea del Pubcamp, ti sei sentito in dovere di innalzare un tale “muro” (supportato dai commenti entusiastici dei tuoi lettori, del cui appoggio eri certo) invitandomi a venire a parlare di Rutti al BarCamp, piuttosto che inventare il PubCamp? Te lo devo ripetere di nuovo che i rutti non c’entrano un cazzo e soprattutto non c’entra il BarCamp? Te lo devo ripetere di nuovo che la formula del BarCamp mi piace, che sicuramente parteciperò in futuro, ma che di fatto (e ripeto di fatto, sai cosa vuol dire?) si è venuta a creare una situazione per la quale il blogger medio non è attratto da una manifestazione (se così si può definirla) del genere? Devo forse leggerti l’elenco degli interventi che ci sono stati al RomeCamp? Hanno parlato tutti di vino come hai fatto tu? Se poi il blogger medio non è il target del BarCamp, benissimo, ne prendo atto. E propongo un Pubcamp. Devo farti un disegnino?
Avrei tante altre cose da dirti, ma sinceramente il tuo post mi ha infastidito (non per i suoi contenuti, che sono condivisibili, ma per il tuo atteggiamento e la tua falsa ingenuità ) e non ne ho voglia adesso. Magari riprenderemo il discorso più il là , anche perché ho lanciato un’idea grezza che nelle mie intenzioni andava raffinata facendone nascere una discussione costruttiva, mentre tu hai pensato bene di reagire in questo modo, come se fosse stato offeso un tuo caro parente. La qual cosa mi spinge a pensare che nella “casta di super-blogger autoreferenziali che parlano solo fra di loro” (che io non ho mai nominato) tu ti ci senta davvero. Senza rancore, eh.
@ Maxime: il tuo commento, scusami se te lo dico, c’entra come il cacio su una fetta di pane e Nutella!
Quello su cui ho puntato l’attenzione (e che mi ha spinto a scrivere il post) sono esclusivamente le due frasi che ho citato nel tuo commento sul blog di SKY TG 24.
NON il PubCamp (che resta una bella idea, e di cui ti ho già espresso in privato ed ora pubblicamente approvazione e supporto, ed ho citato SOLO a mo’ di esempio, non intendendo minimamente attaccarlo o stigmatizzarlo), nè altro.
Quindi, che tu ora venga e faccia l’offeso come se ti avessi dato una pugnalata, sparlando della tua idea (e NON è affatto così) non ha senso.
Inoltre, l’esempio del “Rutto 2.0″ al BarCamp NON era per contrapporlo al PubCamp o altro; era solo per puntare l’attenzione sul fatto che al BarCamp SI POSSA PARLARE DI TUTTO.
Infine, essendo il mio NON un post contro di te… oh, potrò anche fare qualche citazione di persone diverse da te, ed infatti il mio “casta di blogger auto-referenziali� NON si riferiva a pensieri o parole da te espresse, ma da altri e che si possono liberamente rintracciare in rete (infatti NON sei stato tu il primo ad usare in questo contesto il termine “autoreferenziale� riferito ai blogger, mi pare).
Quindi… spero che adesso ti sia tutto più chiaro, e se non lo fosse riassumo brevemente:
1) OTTIMA l’idea del PubCamp
2) SBAGLIATA (e molto) l’idea che al BarCamp partecipino solo super-tecnici
3) SBAGLIATA l’idea che al BarCamp partecipino solo blogstar.
4) SBAGLIATA l’idea che nei “corridoi� del BarCamp si parli solo di cose tecniche (si è parlato di Lost, di serie TV americane, di figa e via dicendo)
4) SBAGLIATA la tua concezione che il blogger medio non è attratto dal BarCamp (perchè non c’eri, e non puoi sapere quanti “blogger medi� c’erano, me compreso).
Quindi… rileggi bene il mio post e questo commento, e cerca di capire su chi o cosa sparare. Senza rancore (io non so nemmeno cosa significhi questa parola, in rete…)
Giovy: ho replicato solo da te, ché altrimenti mi rincoglionisco. Ma, come direbbe un avvocato, impugno e contesto tutto quanto da te sostenuto…
Questa ha proprio l’aria di una disputa tra galletti non già fatta in base al rutto più lungo ma al fatto che ognuno dei due contendenti asserisce che pisciando controvento di essere andato più lontano. Giovy, io non ti conosco ma da quello che scrivi mi sa che sei arrivato secondo e in Italia purtroppo se sei secondo non sei NESSUNO
Dove?
Tipo festa della birra o party?
Torneo di calciobalilla (la squadra che vince una partita beve ‘na birra) o torneo di Risiko (un sorso a ogni “sei” e il primo che rovescia il tabellone ha perso)?
Cosa si mangia insieme alla birra (a me piace ascoltare seduto a tavola)?
Infine, per chi verrebbe accompagnato da blogodisinteressati, quale tipo di intrattenimento verrebbe offerto a tali accompagnatori?
Giassai come la penso sul pubcamp. Hai il mio appoggio.
No, che hai capito? No che non te l’appoggio lì, hai il mio appoggio nell’organizzazione qualora ne avessi bisogno.
E per la gara di rutti sono più che d’accordo, ma tu fai il giudice però che altrimenti non c’è gara.
lo facciamo al Briciola Cafè?
Yoddecha: non c’è niente di più schifoso di una donna che rutta in quella maniera, saint god!
da dire però che ha una voce fantastica quando canta Giorgia. tra l’altro non riesco a capire se sia italiana perchè ha un accento perfetto mentre canta, o bilingue visto che ha un accento anglofono perfetto. o trilingue, visto i rutti.
Ho letto solo ora la “diatriba”, non entro nei meriti vista l’amicizia che ho verso giovy e maxime, ma sicuramente che sia Barcamp oppure Pubcamp o Cessocamp, se ci sara’ tempo verro’ sicuramente, solo per il piacere di conoscere tutti voi…
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web davanti a qualcosa da bere — no birra io non la bevo — assolutamente sì.
Rutti, mi sembrano una grande cojoneria.
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